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Lucía Blog «Mi stai appendendo la pasta alle orecchie!»: le espressioni spagnole che non si traducono (e come impararle)

Lucía

«Mi stai appendendo la pasta alle orecchie!»: le espressioni spagnole che non si traducono (e come impararle)

Come si dice «prendere lucciole per lanterne» in spagnolo? Scopri le espressioni idiomatiche più divertenti e impossibili da tradurre alla lettera, con trucchi per memorizzarle.

Care mie, quante volte vi è capitato di cercare di tradurre parola per parola un’espressione italiana e ottenere un risultato… diciamo “creativo”? Vi immagino mentre dite a un amico spagnolo che avete más lana que un carnero (letteralmente: più lana di un montone), sperando di dire che siete ricchi. Lui vi guarderà, sorriderà e penserà che abbiate un problema di tosatura, non di portafoglio. Ecco, oggi parliamo proprio di questo: quelle espressioni che non si traducono, si respirano. Il nostro lavoro non è tradurre, ma capire l’anima di una lingua. E per farlo, niente di meglio che imparare a dire tomar el pelo (prendere in giro) senza pensare a forbici e capelli.

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Mi stai appendendo la pasta alle orecchie!

: le espressioni spagnole che non si traducono — illustration | GoTxt.ai](/blog-images/interesting-untranslatable-expressions-how-to-le-1788438027977.webp)

Perché la traduzione letterale è una trappola (e come uscirne)

La prima cosa che dobbiamo fare è smettere di pensare che imparare una lingua significhi sostituire le parole. Se lo facciamo, finiamo per dire che abbiamo un humor de perros (un umore da cani) quando in realtà siamo solo di malumore. In spagnolo, estar de mala leche è molto più efficace e… diciamo, più “lattiero”. Il segreto? Non chiederti mai “come si dice?”, ma “come si sente?”. Quando sei arrabbiato, in Italia dici che hai “una rabbia cane”. In Spagna, invece, hai una cara de pocos amigos (una faccia da pochi amici). Vedete? La stessa emozione, due immagini completamente diverse. Ecco perché la memoria funziona meglio con le immagini: il cervello ricorda le storie, non le etichette.

Il gioco dei “falsi gemelli”: quando L1 e L2 si somigliano

Attenzione, perché qui sta la parte più subdola. Ci sono espressioni che sembrano identiche ma non lo sono. In italiano diciamo “non vedo l’ora”, e in spagnolo esiste no veo la hora, che è simile ma non identico: si usa di più con l’ansia, non con l’entusiasmo. E poi c’è il caso di estar como una cabra: se lo traduci letteralmente, “essere come una capra” non vi dice nulla. In realtà significa essere un po’ matti, come la nostra “essere fuori come un balcone”. Per memorizzare queste differenze, vi consiglio il metodo della “scena assurda”: create un’immagine mentale buffa. Per estar como una cabra, immaginate una capra che suona la chitarra sul tetto di casa vostra. Ridicolo? Sì. Indimenticabile? Anche.

La memoria è una questione di orecchie (e di pancia)

Me estás tomando el pelo?

Sentite come suona? Tomar el pelo ha una musicalità che “prendere in giro” non ha. Per questo vi consiglio di non leggere mai le espressioni, ma di ascoltarle. Ripetetele ad alta voce, sbagliate, ridete di voi stessi. La pronuncia è parte del significato. Proviamo con questa: quando qualcuno vi racconta una storia incredibile, potete dire ¡Me estás tomando el pelo! (Mi stai prendendo in giro?). Sentite come la bocca “salta”? Ecco, quella sensazione fisica è la vostra ancora mnemonica.

Estoy hasta las narices de esta situación.
¡Qué lío!

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