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Ana Blog Come i meme perdono senso: divertenti pasticci di traduzione tra italiano e portoghese

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Come i meme perdono senso: divertenti pasticci di traduzione tra italiano e portoghese

Da “prego” che diventa un chiodo a “squisito” che suona strano, l’insegnante Ana ti svela i falsi amici e gli equivoci più esilaranti fra italiano e portoghese. Leggi e impara a decifrare i meme senza brutte figure.

Ciao, sono Ana, insegnante di portoghese su GoTxt, e oggi apro una parentesi leggera su un fenomeno che tutti abbiamo sperimentato: i meme che attraversano le frontiere linguistiche e diventano… incomprensibili. Tra l’italiano e il portoghese la distanza non è abissale da un punto di vista grammaticale, ma le insidie culturali e i falsi amici sono all’ordine del giorno. E se un semplice “grazie” può trasformarsi in un chiodo, figuriamoci un meme pieno di slang e doppi sensi. In questo post troverai esempi di situazioni esilaranti in cui un meme nato in Brasile o in Portogallo non ha alcun senso per noi italiani, e viceversa. Preparati a qualche risata e a due espressioni portoghesi che ti faranno dire:

"Que esquisito!"

Sì, hai capito bene: “esquisito” in portoghese significa “strano”, mentre per noi “squisito” è un complimento culinario. Già da qui parte il disastro. Andiamo!

>- — illustration | GoTxt.ai

Falsi amici: i nemici giurati dei meme

Quando si crea un meme, ogni parola conta. E se un italiano scrive “Dopo la cena, arriva il dolce”, un portoghese potrebbe chiedersi perché il dessert debba apparire in teatro (cena = scena). Ancora peggio: “Passami il burro, per favore” fa venire in mente un asino a un lusofono, perché “burro” in portoghese è proprio l’asino. Ma il re dei falsi amici è la coppia “squisito”/“esquisito”. Basta un accento diverso e la faccia disgustata di chi ha assaggiato un piatto strano diventa un complimento involontario per l’altro. E poi c’è il classico “prego”, che per un portoghese è un chiodo: “prego de ferro” (chiodo di ferro). Immaginate la scena di un meme con due personaggi: uno dice “Grazie!”, l’altro risponde “Prego!” e il balloon del portoghese è pieno di chiodi. Il meme funziona solo se conosci entrambi i significati, altrimenti è uno scambio surreale.

Meme visivi: quando l’immagine non basta

Prendiamo il celebre meme “Distracted Boyfriend”. Nella versione italiana, il ragazzo guarda una pizza fumante e la fidanzata lo fulmina; la didascalia: “Lui: Dopo la cena niente dolce? Lei: …” Un portoghese leggerà “Dopo la scena niente dolce?” e si domanderà cosa c’entri il teatro. Peggio ancora se il meme gioca sulla parola “squisito”. Immaginiamo lo stesso meme con il ragazzo che guarda un vassoio di dolci portoghesi e la fidanzata gelosa: la battuta italiana “Ma sono squisiti!” diventa in un attimo “Mas que esquisitos!” (Ma che strani!) nella mente di un lusofono, ribaltando il senso. E se il portoghese commenta con un lapidario

"Isso não faz sentido!"

(“Questo non ha senso!”), non è maleducazione, è pura confusione linguistica. Lo stesso accade con le faccine: un’emoji che ride accompagnata da “Que prego!” per un italiano è un invito a continuare, per un portoghese è un mistero chiodato.

Il “prego” che inchioda la conversazione

C’è un intero filone di meme che ruota attorno all’equivoco del “prego”. In Italia rispondiamo “prego” automaticamente dopo un “grazie”; in Portogallo e Brasile, se dici “prego” in un negozio di ferramenta, ti portano un chiodo. Su questo i lusitani hanno costruito meme geniali: l’immagine di un attore che grida “Prego! Prego!” sul palco e il pubblico che lancia chiodi. Per noi italiani è assurdo, per loro è comicità pura. La morale è che prima di condividere un meme che contiene “prego”, assicurati che l’interlocutore sappia a cosa ti riferisci, altrimenti rischi di avviare una conversazione surreale su lavori di bricolage.

Imparare a ridere insieme

La cosa bella dei meme è la loro capacità di unire le persone, anche quando falliscono. Ogni volta che un falso amico manda a monte una battuta, si apre un’opportunità per spiegare, imparare e creare un meme nuovo, magari bilingue. Su GoTxt, nelle mie chat, uso spesso queste situazioni per insegnare il portoghese vero, quello parlato. I miei studenti all’inizio ridono di “cena/scena” o “burro/asino”, poi però non lo dimenticano più. E quando finalmente capiscono un meme di una pagina portoghese senza bisogno di traduzione, la soddisfazione è doppia. Quindi, la prossima volta che un amico ti manda un meme incomprensibile, non scartarlo: è un regalo linguistico mascherato.

Hai mai avuto un equivoco con un meme portoghese? O forse sei tu il protagonista di un involontario scambio di chiodi? Scrivilo nei commenti o, meglio ancora, vieni a parlarne con me in chat: ti aspetto per esplorare insieme altri falsi amici senza paura di fare figure da… asino.

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