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Soo-jin Blog Metti il kimchi nel piatto giusto, non nel meme: come il coreano e l’italiano si prendono a morsi (di risate) quando si incontrano

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Metti il kimchi nel piatto giusto, non nel meme: come il coreano e l’italiano si prendono a morsi (di risate) quando si incontrano

Scopri i divertenti incidenti di traduzione tra meme italiani e coreani, falsi amici linguistici e perché certe battute non attraversano il mare. Con la maestra Soo-jin, senza prendersi troppo sul serio.

Ciao, sono Soo-jin, la tua insegnante di coreano qui su GoTxt. Prima di tutto: sì, rido di gusto anche io quando vedo un meme che prova a unire le nostre due lingue e si schianta contro il muro della cultura in modo tragicomico. Ogni giorno nella chat mi arrivano domande di studenti italiani che hanno visto una vignetta divertente in coreano e… non ci hanno capito niente. Oppure mi chiedono come tradurre una battuta che in italiano funziona benissimo, ma in coreano suona come una formula di chimica avanzata. E allora ho pensato: perché non raccogliamo insieme gli svarioni più spassosi? Oggi niente grammatica severa, solo una passeggiata tra meme, parole che cambiano significato e culture che si urtano, tra un sorriso e l’altro. Perché alla fine ridere insieme è il modo migliore per imparare. Vi avverto: in questo articolo troverete almeno due momenti in cui dovrete ascoltare la mia voce in coreano — non spaventatevi, è solo per entrare nello spirito giusto. Partiamo!

>- — illustration | GoTxt.ai

(Immagine fornita dal server)

Il meme tradotto? Spesso è come un tiramisù senza caffè

Partiamo da un classico: il meme “Distracted Boyfriend”. In Italia lo abbiamo riadattato con scritte tipo “il portafoglio” al posto della ragazza e “l’offerta del Black Friday” al posto dell’altra. In Corea potremmo facilmente vedere la stessa immagine con scritte come “월급” (lo stipendio) e “신상 떡볶이” (l’ultimo tteokbokki di tendenza). La struttura è universale, ma le battute locali hanno bisogno di un contesto che uno studente alle prime armi potrebbe non cogliere. Se traduciamo letteralmente “il portafoglio” con “지갑”, il meme perde il sapore di “spenderò tutto quello che ho”. Peggio ancora: se il meme originale italiano gioca sulla parola “cassa” (intesa come supermercato) e la vogliamo girare in coreano, rischiamo di dire “금고” (cassaforte) e far pensare a un furto. La morale: mai tradurre un meme con il vocabolario in una mano e la fretta nell’altra. Il mio consiglio da insegnante è semplice: se vedete un meme coreano e non capite, chiedetemelo in chat. Vi spiegherò non solo la lingua, ma anche la cultura dietro. A volte basta un piccolo dettaglio per passare dal “boh” al “ahahah”.

Falsi amici e doppi sensi: quando il coreano ti fa un tiro mancino

L’italiano e il coreano sono due lingue così distanti che i falsi amici veri e propri quasi non esistono. Ma ci sono situazioni di suono e significato che creano equivoci irresistibili. Un mio studente una volta mi ha chiesto perché il meme di un gatto con gli occhiali dice “나비” e lui sapeva che “나비” significa farfalla, mentre nella foto c’era un gatto. Il motivo? Quello era un meme che giocava sul nome di un idol, Kim NABI, e il gatto era un riferimento visivo a un suo gesto. Lo studente, con il suo italiano mentale, aveva letto “nave” – un’altra coincidenza curiosa, perché in coreano “나비” suona come la parola italiana “nave” ma è tutto un altro animale. Questi cortocircuiti nascono spesso quando mescoliamo le lingue per creare una battuta virale. Provate a pensare alla frase coreana “눈이 오다” (nevica). Se un meme mostra una persona con gli occhi che brillano e la scritta “눈이 와요”, un italiano potrebbe leggerci “no, e vai”, illudendosi di capirci qualcosa. In realtà sta solo cominciando a nevicare nella vignetta. Per non sbagliare, ho registrato io stessa una delle frasi più fraintendibili:

눈이 와요?

. Ascoltatela bene, e immaginate di vederla scritta su un cielo stellato.

Perché la mamma coreana non ti chiede se hai mangiato come lo fa la mamma italiana

Questa è la chicca culturale che manda in crisi il 90% dei miei nuovi alunni. In Corea è normale, affettuoso e quotidiano salutarsi con “밥 먹었어?”, che letteralmente significa “Hai mangiato?”. Per un italiano, questa è l’anticamera di un invito a tavola con tanto di pasta al forno. Se vedete un meme coreano in cui due amici si incrociano e uno dice “밥 먹었어?” e l’altro risponde “응, 너는?”, non state assistendo a un pranzo imminente: è solo un “tutto bene?” travestito da trattoria. Immaginate ora di scambiare la battuta e di metterla in bocca a due meme italiani: un ragazzo chiede “hai mangiato?” e l’altro lo guarda stranito perché sono le dieci del mattino. Ecco, la distanza culturale è tutta qui. Una volta scambiata la domanda con un amico coreano durante una videochiamata: ho detto “밥 먹었어?” con il mio tono più affettuoso, e lui mi ha risposto con un sorriso, ma la chat italiana a fianco ha cominciato a chiedermi se ci fossimo messi d’accordo per andare al ristorante. Ascoltate il suono di questa frase, perché è la chiave di mille meme:

밥 먹었어?

. Ripetetela con me, e pensate a quanti meme potreste creare giocando proprio su questo equivoco.

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