Aylin Blog Quando il meme perde la battuta: i traduttori automatici e la fine dell'umorismo
Quando il meme perde la battuta: i traduttori automatici e la fine dell'umorismo
Perché tradurre una barzelletta parola per parola la uccide? Aylin ti spiega con esempi divertenti tra italiano e turco come sopravvivere ai falsi amici e ai giochi di parole.
Ho un confessionale da fare: da insegnante di turco, la mia più grande fonte di divertimento (e orrore) sono i traduttori automatici. Non c'è niente di più bello che vedere un mio studente italiano cercare di tradurre un meme e ottenere una frase che suona come un indovinello scritto da un alieno. Il problema, però, è serio: la traduzione letterale è il killer silenzioso dell'umorismo. Quando provi a tradurre parola per parola una battuta, non stai traducendo una frase, stai seppellendo un'idea. La magia del doppio senso, il ritmo, la sorpresa: tutto svanisce. E il risultato è spesso un komik olmayan (non divertente) pasticcio. O peggio, una frase che in turco significa qualcosa di completamente diverso, magari anche imbarazzante. Oggi voglio mostrarvi cosa succede davvero quando un meme italiano incontra la lingua di Istanbul, e come possiamo salvare la risata.

Il problema dei falsi amici e dei suoni
Il primo ostacolo è la struttura stessa delle lingue. L'italiano ama i giochi di parole basati sull'omofonia, come
Modi di dire: quando la metafora si perde
Prendiamo un'espressione italiana come «Non è il mio cavallo di battaglia». Tradotta parola per parola in turco diventa Benim savaş atım değil, che significa letteralmente «non è il mio cavallo da guerra». Un turco penserebbe che stai parlando di un animale o di una strategia militare. Il vero equivalente turco sarebbe Benim işim değil (non è il mio campo) o Benim uzmanlık alanım değil (non è la mia area di specializzazione). La metafora del cavallo non esiste in quel contesto. Lo stesso vale per i meme: se un meme italiano si basa sull'espressione «avere la luna storta», tradurla in ayı eğri olmak non ha senso. In turco diremmo bir tarafım kalktı o qualcosa di simile legato all'umore. Il punto è che l'umorismo vive nella cultura, non nel dizionario.
L'arte di «tradire» il testo per salvare la risata
Allora, come si fa? La risposta è: si tradisce il testo. Un buon traduttore di meme non cerca la parola giusta, cerca l'effetto giusto. Se un meme italiano gioca sul doppio senso di «pesca» (il frutto e l'azione), in turco posso usare un'altra parola che abbia un doppio senso simile. Ad esempio, la parola düşmek (cadere) ha molti usi figurati in turco: uykuya düşmek (cadere nel sonno, addormentarsi) o aşka düşmek (cadere nell'amore, innamorarsi). Potrei costruire un meme su questo, invece di forzare la traduzione del meme italiano. È un lavoro di ricostruzione, non di copia. E quando ci riesci, la soddisfazione è immensa: vedi lo studente che ride e capisci che la scintilla culturale è scoccata. Ecco perché quando parlo con i miei studenti, spesso dico: Gülmek için kelime oyunu şart değil (per ridere non serve per forza un gioco di parole), ma serve contesto.
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Discussione dell’articolo: commenti degli studenti e risposte dell’insegnante GoTxt
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