Layla Blog Quando le parole fanno i contorsionisti: espressioni arabe che sfidano la logica
Quando le parole fanno i contorsionisti: espressioni arabe che sfidano la logica
Scopri come tradurre (o non tradurre) le espressioni idiomatiche più divertenti dall’italiano all’arabo. Impara con Layla, tra gatti, cammelli e caffè.
Care mie, mettiamoci comode. Quante volte vi è capitato di voler dire qualcosa di perfettamente sensato nella vostra testa, per poi scoprire che, tradotto parola per parola, suona come una minaccia o una ricetta di cucina sbagliata? Imparare una lingua non significa sostituire le parole una a una, ma imparare a pensare in un altro modo. Oggi vi porto nel mondo delle espressioni idiomatiche arabe, quelle che se le traduci alla lettera fanno ridere (o piangere) qualsiasi madrelingua. Prendete ad esempio l’espressione على كيفك (pronunciata ala keifak), che letteralmente significa “secondo il tuo umore”, ma che in realtà vuol dire “come preferisci”, “fai come ti pare”. Non è meraviglioso? Non stiamo traducendo parole, stiamo traducendo un intero modo di vivere.

Il gatto, il cammello e la lingua
In italiano diciamo “non c’è trippa per gatti” quando non c’è nulla da fare. In arabo, il povero gatto viene sostituito da un animale ben più nobile e presente nella cultura: il cammello. L’espressione ما فيه فايدة (ma fih faida, “non c’è beneficio”) è semplice, ma se volete essere più coloriti, potete usare على قد حالك (ala qad halak, “secondo la tua misura”), che si usa per dire “fai quel che puoi, con quello che hai”. È come dire “ci si arrangia”, ma con un sottinteso filosofico: ognuno ha la sua misura, il suo cammello, la sua strada. Il segreto per imparare queste espressioni? Non cercare di capirle con la logica italiana. Cercate di capirle con l’immagine che evocano. Provate a immaginare un cammello che cammina nel deserto con un carico perfettamente bilanciato: ecco, ala qad halak è l’equilibrio di chi sa di non poter fare di più.
Come si dice “mi stai prendendo in giro”? (Spoiler: non si dice)
Ecco una delle domande che mi fate più spesso: “come si dice mi stai prendendo in giro?”. La risposta vi sorprenderà: in arabo non esiste una traduzione diretta, ma esistono modi molto più divertenti per dirlo. Per esempio, si può dire تكذب عليّ (tekzeb alayya, “mi stai mentendo”), che è molto diretto. Ma se volete essere più ironici, potete usare على راسي (ala rasi, “sulla mia testa”), che in realtà significa “con grande piacere”, ma se usato con un tono particolare diventa un sarcastico “certo, come no!”. La lingua araba è fatta di toni, gesti e contesti: la stessa frase può essere un complimento o un’offesa a seconda di come la pronunciate. Questo è il bello: non state imparando solo parole, state imparando a recitare. E per memorizzare queste sfumature, niente di meglio che la ripetizione ad alta voce, magari davanti allo specchio, con l’espressione giusta sul volto.
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Discussione dell’articolo: commenti degli studenti e risposte dell’insegnante GoTxt
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